Immagina che in questo momento nel tuo corpo siano in azione dei piromani. Appiccano fuochi, accendono focolai di incendio che logorano il tuo organismo. Quest’ultimo però non sta a guardare. Allerta i pompieri, che, giunti in numero elevato, cercano di spegnere o almeno di ridurre e tenere sotto controllo questi incendi.

È l’inflammaging, neologismo frutto della ricerca italiana: infiammazione associata all’invecchiamento. Non si tratta dell’infiammazione acuta, quella che ci può causare un dolore o una malattia improvvisa, per esempio una tonsillite. È qualcosa di più subdolo: molecole che lavorano dietro le quinte, senza dare segnali evidenti della loro presenza e che possono logorare i nostri organi giorno dopo giorno.

Non esiste malattia cardiovascolare senza prima un processo infiammatorio che coinvolga la parete dei vasi sanguigni, l’endotelio. Non esiste malattia neurodegenerativa che non sia accompagnata da neuroinfiammazione. Non esiste tumore senza il concorso al suo sviluppo e alla sua proliferazione di un processo pro-infiammatorio.

 

L’equilibrio tra i piromani, le molecole pro-infiammatorie, che favoriscono l’infiammazione, dando così origine al processo d’invecchiamento, e i pompieri, le molecole antinfiammatorie, che contrastano il processo infiammatorio, è chiamata bilancia infiammatoria, ed è una chiave fondamentale del benessere individuale, se in equilibrio, o dell’invecchiamento accelerato, laddove non bilanciata.

È noto da tempo come l’invecchiamento sia caratterizzato da uno stato pro-infiammatorio; da un inflammaging cronico, che costituisce un fattore di rischio altamente significativo per la perdita sia della salute sia del benessere psicofisico. La chiave per invecchiare con successo è quindi collegata alla necessità di far calare l’infiammazione cronica.

Ecco che nel mantenimento di questo equilibrio le tue abitudini alimentari svolgono un ruolo decisivo. Puoi introdurre troppi piromani e pochi pompieri o puoi bilanciare il tutto, cercando così di diminuire le fonti di molecole pro-infiammatorie e di incrementare l’assunzione di quelle antinfiammatorie. Non solo. Fondamentale è anche il ruolo positivo svolto da una regolare, ben bilanciata e non improvvisata attività fisica, affiancata da una vita sociale positiva, che mantenga attivo il tuo piacere, le tue emozioni, i tuoi interessi. Il destino dell’infiammazione, e quindi dell’invecchiamento, è nelle tue mani.

Un eccesso di cibo non solo favorisce l’aumento del peso corporeo, ma anche la stessa infiammazione cronica. 

Il sovrappeso e a maggior ragione l’obesità sono infatti oggigiorno considerati una malattia infiammatoria cronica. Pensa a ciò che accade nel tuo tessuto adiposo, quello destinato a ospitare il grasso, il luogo dove viene stoccata l’energia di riserva introdotta in eccesso rispetto a quanto da te utilizzato.

C’è un limite però, a questo processo. Raggiunta la dimensione critica, la cellula adiposa comincia a produrre proteine infiammatorie, che hanno il compito di generare nuovi adipociti, cioè nuove cellule destinate a ospitare grasso: il grasso genera nuovo grasso!

Contrastare l’infiammazione del tessuto adiposo non solo favorisce il mantenimento della linea, ma combatte anche l’inflammaging e quindi favorisce la longevità.

In conclusione, contro l’inflammaging occorrono una bilanciata alimentazione, restrizione calorica, mantenimento del peso corporeo, attività motoria ed emozioni positive.

Dott. Christian Faffini Dietista – Nutrizionista

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